| Turismo Equestre |
Nella società odierna, caratterizzata da vita cittadina e spostamenti rapidi, allontanamento sempre maggiore dalla terra e impoverimento dei contatti umani, il turismo equestre conosce un successo generale crescente, sia tra cavalieri affermati che tra i debuttanti. Riavvicinarsi alla natura, scoprire nuovi paesaggi, sentire l’identità di un territorio, conoscere il patrimonio storico, geografico e culturale, cambiare i propri ritmi e condividere emozioni: il turismo a cavallo ci invita a vivere tutto questo. Si tratta anche di una maniera molto particolare di avvicinarsi al cavallo: lontani da maneggi affollati e dal mondo spietato delle competizioni, l’uomo e l’animale ritrovano la propria complementarietà e quel legame molto speciale che li unisce da sempre e che avevano un po’ trascurato. Passeggiare a cavallo è anche un modo per arricchire i contatti umani: quelli che il viaggio fa nascere tra i cavalieri, costituiti da emozioni condivise (la bellezza di un paesaggio, una galoppata nella foresta oppure sulla riva del mare) e quelli degli incontri casuali lungo il cammino, anche se più fugaci, che la presenza del cavallo rende molto più facili: qualche parola scambiata con un vecchio contadino, una pausa nel bar del villaggio. Il fascino della passeggiata risiede anche negli aspetti tecnici e logistici. La buona riuscita del viaggio infatti dipende dalla cura che viene impiegata nella sua organizzazione. Le conoscenze da acquisire fanno parte del piacere e sono indispensabili: lettura delle mappe, conoscenza della flora e della fauna del posto.
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| Ultimo aggiornamento ( Friday 27 March 2009 ) |
















