PostHeaderIcon MASTER, CORSI E SEMINARI ON LINE

A.S.T.R.AMBIENTE & SSML GREGORIO VII
L’Associazione A.S.T.R.AMBIENTE collabora attivamente con l’Istituto Universitario SSML GREGORIO VII (Scuola Superiore per Mediatore Linguistici) di Roma. La SSML Gregorio VII prepara i futuri Mediatori Linguistici, Interpreti e Traduttori, Manager per le imprese, per le istituzioni, le organizzazioni internazionali e per il Turismo e vanta una tradizione di oltre 20 anni di successi, testimoniata dall’altissimo tasso di laureati occupati.
Image A.S.T.R.Ambiente & SSML Gregorio VII organizzano CORSI ON LINE tramite il metodo cosidetto "e-Learning" ovvero l'organizzazione di corsi di formazione on line del tutto svincolati dalla necessità della presenza fisica nel luogo di erogazione del servizio.
L'offerta formativa è veramente molto ampia: Master in Interpretariato; Master in Traduzione Tecnico Scientifica; Corsi di lingua a tutti i livelli di apprendimento (inglese, francese, tedesco, spagnolo, arabo, cinese e italiano per stranieri); Corsi di Informatica; Corso di Hostess di Terra; Corsi di Educazione Ambientale e molti altri ancora che coprono pressoché tutte le principali esigenze di formazione culturale, professionale e ambientale.
Il metodo “e-Learning” consente di sviluppare processi di apprendimento basati su lezioni a distanza, letture, contenuti multimediali e servizi interattivi (posta, chat, forum, servizi audio e video) e creare condizioni molto stimolanti e, per certi versi, più formative di altri ambienti tipici della formazione culturale e professionale tradizionale.
Senza considerare i vantaggi per lo studente che può programmare la partecipazione a corsi Image e lezioni secondo le proprie esigenze senza vincoli di nessun genere, eccetto quello di completare l'iter e svolgere gli esercizi entro un certo periodo (anche di molti giorni) precedentemente stabilito.
Per tutti i corsi saranno rilasciati degli attestati dopo aver sostenuto una prova finale mentre per quanto riguarda i Master verrano rilasciti gli attestati proprio dall’Università SSML Gregorio VII dopo aver discusso la tesi finale nella nostra sede a Roma.
Potete anche suggerire VOI dei Corsi e noi vedremo se è possibile attivarli.
CHE ASPETTATE CONTATTATECI!!

 

Ultimo aggiornamento (Lunedì 16 Gennaio 2012 22:06)

 

PostHeaderIcon ANDAR PER FUNGHI

Girare nei boschi alla loro ricerca è un'esperienza piacevole ed eccitante, ma occhio a qualche prezioso consiglio (e precauzione). Per non rovinarvi la giornata

ImageAutunno, tempo di funghi. Non solo in tavola, ma anche pretesto di belle passeggiate all'aria aperta, alla loro ricerca. Perché andar per funghi è divertente e rilassante, e appassiona sempre più italiani. Ma chi si avventura per la prima volta o quasi nei boschi a caccia di gustosi porcini, gallinelle, ovoli, mazze di tamburo o chiodini, è bene che ci vada preparato, almeno con qualche rudimento di base. Primo comandamento: se trovate una fungaia, non rivelatene a nessuno l'ubicazione. Il vero cercatore di funghi è geloso, gelosissimo del tesoro scovato e non lo rivelerebbe neppure sotto tortura. Se scendendo a valle incrocia un'altra persona nel bosco, sta ben attento a coprire il contenuto del suo cestino, affinché non si possa capire se è pieno o vuoto e di conseguenza ricavare un indizio sulla buona direzione da seguire. Sì, perché in una zona dove si sono trovati tanti funghi, presto ne ricresceranno altri. E allora tanto vale tornarci di buon mattino qualche giorno dopo, in gran segreto.

Regola numero due: girare con un cestino e mai con un sacchetto di plastica, che toglierebbe loro l'aria. I funghi devono respirare. Terza regola: iniziare le ricerche al mattino presto. Un buon cercatore di funghi mette la sveglia e vuole arrivare nei posti che sta"puntando" per primo, certo che nessuno lo abbia già preceduto (e dunque gli abbia già soffiato il bottino).

Ma l'impresa più ardua è capire quali funghi portare via e quali non vanno bene e devono essere lasciati al loro posto. Bisogna leggere, prepararsi, documentarsi prima di andare. E scegliere solo quelli che sembrano commestibili, da sottoporre poi al controllo degli esperti dell'Ispettorato micologico o della propria Asl.

Mai raccogliere i funghi in modo indiscriminato, ma sempre nel rispetto dell'ambiente, avendo presente che tutti i funghi sono utili; evitare il consumo di funghi in grandi quantità e in pasti ravvicinati, ricordando che i funghi sono sempre un alimento difficile da digerire; evitare il consumo da parte di bambini, donne in gravidanza, persone che soffrono di intolleranze alimentari o disturbi dell'apparato digerente; evitare il consumo di funghi di cui non sia stata identificata con certezza la specie da persone qualificate; infine ricordare che quasi la totalità dei funghi commestibili provocano disturbi, o veri e propri avvelenamenti, se consumati crudi, poco cotti o in quantità eccessive. E ai primi eventuali sintomi di malessere, contattare l'ospedale più vicino e tenere a disposizione eventuali avanzi del pasto e dei funghi consumati, anche per poter fornire indicazioni utili per l'identificazione delle specie fungine consumate e del loro luogo di raccolta.

Un ultimo suggerimento riguarda l'equipaggiamento con cui partire alla loro ricerca. Poiché i boschi possono celare insidie, meglio avventurarvisi con stivaloni di gomma, laccio emostatico (o comunque fasce elastiche alte almeno 7-10 cm), e nel caso si facessero brutti incontri andare subito al primo pronto soccorso. Immediatamente.

 

Ultimo aggiornamento (Lunedì 05 Ottobre 2009 14:16)

 

PostHeaderIcon Einstein, le api e la fine dell'uomo

Oltre a fornirci da sempre il nettare degli Dei, le api rappresentano un indicatore ambientale straordinariamente sensibile. Le api non apprezzano ad esempio i campi Ogm, li evitano e a quanto pare trasmettono messaggi di allarme anche alle loro compagne che non hanno ancora sorvolato coltivazioni transgeniche. Ma che fossero gravemente minacciate anche dalle onde elettromagnetiche dei nostri cellulari è una spiacevole novità, annunciata da alcuni studiosi tedeschi dell’Università di Landau: gli insetti, secondo le loro ricerche, rifiutano di rientrare negli alveari se nei paraggi vengono piazzati ripetitori o congegni elettromagnetici. Image
Il loro sistema di «navigazione» ne verrebbe sconvolto, al punto che non riuscirebbero più a ritrovare la strada per le arnie. Quel che preoccupa ancor di più è la moria di api che negli ultimi anni, dati alla mano, sarebbe aumentata in maniera esponenziale…. I telefonini provocherebbero quello che in termini scientifici viene definito «Colony collapse disorder», ovvero la morte degli insetti lontano da casa. Il fenomeno, registrato dallo scorso autunno negli Usa, è stato segnalato anche in Europa, dapprima in Spagna, ora anche in Germania e Inghilterra. La misteriosa malattia sta decimando le api americane, mettendo a repentaglio l’impollinazione di molte colture e provocando danni per centinaia di migliaia di dollari. Negli ultimi tempi gli apicoltori di una ventina di Stati americani hanno registrato perdite fino all’80 per cento della popolazione di api. Un fenomeno inconsueto per diffusione e gravità. Le api sono una risorsa economica  enorme  della natura. Un alveare contiene fino a 50.000 insetti, in Europa ci sono miliardi di api e ogni volta che una esce dall’alveare impollina un centinaio di fiori, «lavoro» che produce, solo nell’Unione Europea, miliardi di euro. L’importanza dell’impollinazione è incommensurabile per l’ecosistema: senza api centinaia di piante scomparirebbero. Eppure i miracolosi insetti scompaiono dai campi a ritmo serrato. Gli apicoltori ne trovano sempre di più morte sotto gli alveari e la produzione di miele cala in tutto il mondo. Colpa della chimica in agricoltura, certamente, e anche dei cambiamenti climatici. Secondo un rapporto del World Watch Institute un terzo degli alveari di ape domestica è già scomparso e la stessa sorte tocca alle specie selvatiche. Al danno naturale si aggiunge quello economico perché il valore dell’ impollinazione delle piante è stimabile intorno ai 10 miliardi di euro l’anno nel mondo. Ulteriori dubbi, dunque, si addensano su ripetitori e cellulari: che siano dannosi lo si sospetta da tempo, e molte ricerche, anche se contrastate da studi di segno opposto, lo affermano. Un’indagine finlandese di qualche anno, per esempio, affermava che l’uso eccessivo e decennale del telefono cellulare può aumentare del 40 per cento il rischio di sviluppare un tumore al cervello. Una ricerca svedese dice invece che le onde elettromagnetiche sono in grado di distruggere le cellule cerebrali. In ogni caso qualunque sia la spiegazione della moria di api, Einstein ci aveva avvisato: <<Se le api scompariranno all’uomo resteranno solo quattro anni di vita». www.alessandrocaruso.it

 

 

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 11 Febbraio 2009 12:15)

 
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